docenti

Piano delle attività 17-18

Nell'area del sito riservata ai docenti è stato pubblicato il piano delle attività per l'anno scolastico 17-18""

FEW WORDS ABOUT CLIL

"""Few Words about CLIL" raccoglie alcune note sulla metodologia CLIL. E' stato realizzato dalle prof.sse R. D'Antonio e C. Sbarbati nel corso dello svolgimento del progetto "E-CLIL: laboratori di apprendimento/secondo ciclo" a.s. 2016-2017, a margine della progettazione di un modulo interdisciplinare di 20 ore, i cui piani di lavoro, materiali didattici e prodotti sono disponibili sulla piattaforma MOODLE nella sezione CLIL.
Viene proposto qui, nel sito dell'Istituto, come spunto di riflessione, per avviare uno scambio di idee tra i docenti interessati all'applicazione di tale metodologia.

Cari Colleghi,
vi invitiamo a prendere visione di questo nostro piccolo contributo sulla CLIL e a condividere le vostre idee e proposte con noi, per ora utilizzando le nostre e.mail personali.
Vi ringraziamo
Raffaella D'Antonio e Carla Sbarbati

Few Words about CLIL      pptx    pdf

Formazione docenti

Corsi di formazione previsti dal Liceo Gullace, scuola-polo per l'Ambito 5 -anno scolastico 2017/2018

Elenco corsi di formazione

Modalità d'iscrizione

link all'area FORMAZIONE DOCENTI AMBITO 5 del Liceo Gullace

 


Piano di Formazione d'Istituto - anno scolastico 2017/2018

Piano di formazione 2017-2018

 


Piano di Formazione triennio 2016/2019

Piano di formazione IISS Darwin


Corso di formazione su disabilità visive

Programma del corso

 

MATERIALI

Disabilità_Sensoriale_Visiva  (powerpoint)

Scheda-osservazione-ICF-completa

PEI

L’ICF come strumento di identificazione, descrizione e comprensione delle competenze


D@RWIN DIGITAL L@B

 

Link al corso sulla piattaforma didattica

 

 


 News

Formazione obbligatoria docenti, ad ottobre autocompilazione del portfolio digitale. A cosa servirà?

(articolo apparso su OrizzonteScuola)


 

 

Verbale collegio docenti 1 settembre 2017

Il verbale è stato pubblicato nell'area del sito riservata ai docenti .  Si invitano i colleghi a prenderne visione.

Tabelle del Fondo d' Istituto 2015-2016

Le tabelle in oggetto sono pubblicate nell'area del sito riservata ai docenti . Per visionarle è necessario effettuare il login come docenti.

Decreto affidamento incarichi triennali nell’Organico dell’Autonomia

""In relazione al seguente avviso :

AVVISO di disponibilità posti nell’Organico dell’Autonomia per affidamento incarico triennale

 

 

il Dirigente scolastico ha emesso il seguente decreto :

 

 Decreto affidamento incarichi triennali nell’Organico dell’Autonomia

Leggi tutto: Decreto affidamento incarichi triennali nell’Organico dell’Autonomia

Codice disciplinare

Rinviamo ad una sintesi ragionata del codice disciplinare e di comportamento del personale della scuola. La sintesi è a cura di Dario Cillo del sito "Educazione&scuola" ed è aggiornata al DPR 16 aprile 2013 n.62.

 

Di seguito riportiamo il nuovo testo del Codice disciplinare  articolo 13 comma 12 del CCNL  2016/18

 

Art. 13 Codice disciplinare

1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione

alla gravità della mancanza, il tipo e l'entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati

in relazione ai seguenti criteri generali:

a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia

dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;

b) rilevanza degli obblighi violati;

c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;

d) grado di danno o di pericolo causato all'amministrazione, agli utenti o a terzi ovvero

al disservizio determinatosi;

e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al

comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell'ambito del biennio

previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;

f) concorso nella violazione di più lavoratori in accordo tra di loro;

g) nel caso di personale delle istituzioni scolastiche educative ed AFAM,

coinvolgimento di minori, qualora affidati alla vigilanza del dipendente.

2. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od

omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico

procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le

suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.

3. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo

della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione si applica, graduando l'entità

delle sanzioni in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:

a) inosservanza delle disposizioni di servizio o delle deliberazioni degli organi

collegiali, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro, ove non

ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55 -quater, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 165/2001;

b) condotta non conforme a principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o

nei confronti degli utenti o terzi;

c) per il personale ATA delle istituzioni scolastiche educative e per quello

amministrativo e tecnico dell’AFAM, condotte negligenti e non conformi alle

responsabilità, ai doveri e alla correttezza inerenti alla funzione;

d) negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei beni

mobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba

espletare attività di custodia o vigilanza;

e) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza

sul lavoro ove non ne sia derivato danno o pregiudizio al servizio o agli interessi

dell’amministrazione o di terzi;

f) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio

dell'amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall' art. 6 della legge. n.

300/1970;

g) insufficiente rendimento nell'assolvimento dei compiti assegnati, ove non ricorrano

le fattispecie considerate nell’art. 55- quater del d.lgs. n. 165/2001;

h) violazione dell’obbligo previsto dall’art. 55- novies, del d.lgs. n. 165/2001;

i) violazione di doveri ed obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente

nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo

all'amministrazione, agli utenti o ai terzi.

L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell'amministrazione e

destinato ad attività sociali a favore dei dipendenti.

4. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della

retribuzione fino a un massimo di 10 giorni si applica, graduando l'entità della sanzione

in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:

a) recidiva nelle mancanze previste dal comma 3;

b) particolare gravità delle mancanze previste al comma 3;

c) ove non ricorra la fattispecie prevista dall’articolo 55

-quater, comma 1, lett. b) del

d.lgs. n. 165/2001, assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello

stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata

dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità

della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati

all'amministrazione, agli utenti o ai terzi;

d) ingiustificato mancato trasferimento sin dal primo giorno, da parte del personale

delle istituzioni scolastiche ed educative o dell’AFAM, con esclusione dei supplenti

brevi cui si applica specifica disciplina regolamentare, nella sede assegnata a seguito

dell’espletamento di una procedura di mobilità territoriale o professionale;

e) svolgimento di attività che, durante lo stato di malattia o di infortunio, ritardino il

recupero psico-fisico;

f) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'amministrazione, salvo che siano

espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 300/1970;

g) ove non sussista la gravità e reiterazione delle fattispecie considerate nell’art. 55-

quater, comma 1, lett. e) del d. lgs. n. 165/2001, atti o comportamenti aggressivi ostili

e denigratori che assumano forme di violenza morale nei confronti di un altro

dipendente, comportamenti minacciosi, ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei

confronti di altri dipendenti o degli utenti o di terzi;

h) violazione degli obblighi di vigilanza da parte del personale delle istituzioni

scolastiche educative e dell’AFAM nei confronti degli allievi e degli studenti allo

stesso affidati;

i) violazione del segreto di ufficio inerente ad atti o attività non soggetti a pubblicità;

j) violazione di doveri ed obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente

nelle lettere precedenti da cui sia, comunque, derivato grave danno all’amministrazione

agli utenti o a terzi.

5. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di

quindici giorni si applica nel caso previsto dall’art. 55-bis, comma 7, del d.lgs. n. 165

del 2001.

6. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di

tre mesi, si applica nei casi previsti dall’art. 55-sexies, comma 3, del d.lgs. n. 165/2001.

7. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre

giorni fino ad un massimo di tre mesi si applica nel caso previsto dall’art. 55-sexies,

comma 1, del d. lgs. n. 165 del 2001.

8. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della

retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi, si applica, graduando l’entità

della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1, per:

a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nel comma 4;

b) occultamento, da parte del responsabile della custodia, del controllo o della

vigilanza, di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o

sottrazione di somme o beni di pertinenza dell’ente o ad esso affidati;

c) atti, comportamenti lesivi della dignità della persona o molestie a carattere sessuale,

anche ove non sussista la gravità e la reiterazione oppure che non riguardino allievi e studenti;

d) alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con gli utenti;

e) fino a due assenze ingiustificate dal servizio in continuità con le giornate festive e

di riposo settimanale;

f) ingiustificate assenze collettive nei periodi, individuati dall’amministrazione, in cui

è necessario assicurare continuità nell’erogazione di servizi all’utenza;

g) violazione degli obblighi di vigilanza nei confronti di allievi e studenti minorenni

determinata dall’assenza dal servizio o dall’arbitrario abbandono dello stesso;

h) per il personale delle istituzioni scolastiche ed educative e dell’AFAM, compimento

di atti in violazione dei propri doveri che pregiudichino il regolare funzionamento

dell’istituzione e per concorso negli stessi atti.

9. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo,

la sanzione disciplinare del licenziamento si applica:

1. con preavviso per:

a) le ipotesi considerate dall’art. 55-quater, comma 1, lett. b) c) e da f)bis a f)

quinquies del d. lgs. n. 165/ 2001;

b) recidiva nelle violazioni indicate nei commi 5, 6, 7 e 8;

c) recidiva nel biennio di atti, anche nei riguardi di persona diversa, comportamenti

o molestie a carattere sessuale oppure quando l’atto, il comportamento o la molestia

rivestano carattere di particolare gravità o anche quando sono compiuti nei

confronti di allievi, studenti e studentesse affidati alla vigilanza del personale delle

istituzioni scolastiche ed educative e dell’AFAM;

d) dichiarazioni false e mendaci, rese dal personale delle istituzioni scolastiche,

educative e AFAM, al fine di ottenere un vantaggio nell’ambito delle procedure di

mobilità territoriale o professionale;

e) condanna passata in giudicato, per un delitto che, commesso fuori del servizio e

non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione

per la sua specifica gravità;

f) la violazione degli obblighi di comportamento di cui all’art 16 comma 2 secondo

e terzo periodo del D.P.R. n. 62/2013;

g) violazione dei doveri e degli obblighi di comportamento non ricompresi

specificatamente nelle lettere precedenti di gravità tale, secondo i criteri di cui al

comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro;

h) mancata ripresa del servizio, salvo casi di comprovato impedimento, dopo

periodi di interruzione dell’attività previsti dalle disposizioni legislative e

contrattuali vigenti, alla conclusione del periodo di sospensione o alla scadenza del

termine fissato dall’amministrazione.

2. senza preavviso per:

a) le ipotesi considerate nell’art. 55-quater, comma 1, lett. a), d), e) ed f) del d. lgs. n. 1

65/2001;

Creare documenti accessibili

Le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di favorire l'accesso delle persone disabili agli strumenti informatici.

In tema di accessibilità dei documenti amministrativi informatici, il nuovo comma 5-bis nell’art. 23-ter del Codice dell'Amministrazione Digitale stabilisce che i documenti amministrativi informatici, vale  a dire gli atti formati dalle pubbliche amministrazioni  con  strumenti informatici, nonché i dati e i documenti informatici detenuti dalle stesse, devono  essere fruibili indipendentemente dalla condizione di disabilità personale, applicando i criteri di accessibilità definiti dai requisiti tecnici di cui all’articolo 11 della legge 9 gennaio 2004, n. 4. (la c.d. Legge Stanca).

Certamente non è ammessa, pertanto, la pubblicazione di documenti-immagine, vale a dire scansioni digitali di documenti cartacei senza che si sia provveduto ad opportuna digitalizzazione del testo ivi contenuto, ma in più, anche nella redazione di un documento che è in formato elettronico sin dall'origine, occorre avere alcune accortezze.

Per approfondire il problema rimando ad una piccola guida contenuta nel sito Pubbliaccesso.gov.it

Personalmente ho trovato molto utili i  suggerimenti pratici  e i video esplicativi contenuti nel sito web dell'Istituto Italo Calvino di Città della Pieve a cui faccio rinvio

 

 

Alunni con bisogni educativi speciali

Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica

Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012

La circolare ministeriale n° 8  del 2013  con le indicazioni operative  relative alla Direttiva di cui sopra

Nota ministeriale 2563 del 22 novembre 2013 chiarimenti su: strumenti di intervento per alunni con BES anno scolastico 2013/14

Nella modulistica docenti di questo sito è presente una scheda di rilevazione dei bisogni educativi speciali e uno schema di piano didattico personalizzato (o PDP).

Protocollo di accoglienza dell' IISS Darwin per gli alunni BES

 

Riforma

Il concetto di competenza è centrale nella riforma della scuola secondaria di secondo grado. Il nostro sistema di istruzione è ormai centrato sulle competenze da far acquisire agli allievi al termine di ogni segmento di istruzione.
La competenza può essere definita come la “comprovata capacità di utilizzare conoscenze abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale” (dalla Raccomandazione del Parlamento europeo del 2006). Ovviamente, per raggiungere e acquisire una competenza occorrono anche conoscenze ossia il “risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento” e abilità ossia la “capacità di applicare conoscenze e di utilizzare Know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi”

La trasformazione della scuola secondaria ha richiesto un complesso iter normativo.

La legge finanziaria del 2007 ha reinnalzato l’obbligo scolastico a dieci anni e il D. M. 139/2007 ha dato concreta attuazione a questa disposizione. Nel documento tecnico allegato al decreto (e che è riportato in coda allo stesso) vengono indicati i saperi e le competenze articolati in conoscenze e abilità, che delle competenze costituiscono i necessari fondamenti, Vengono individuati e definiti quattro assi pluridisciplinari: linguistico, matematico, scientifico tecnologico, storico sociale a cui sono ricondotte le varie competenze che vanno necessariamente acquisite al termine dell’obbligo di istruzione. Nel medesimo decreto vengono anche indicate le competenze chiave di cittadinanza (Imparare ad imparare; Progettare, Comunicare, collaborare e partecipare; Agire in modo autonomo e responsabile; Risolvere problemi; Individuare collegamenti e relazioni; Acquisire e interpretare l’informazione) anch’esse da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria ) che non sono traduzione pedissequa ma si richiamano esplicitamente alle competenze chiave per l’apprendimento permanente di cui alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18 dicembre 2006 . La raccomandazionedel Parlamento europeo individua le competenze chiave per l'apprendimento permanente definendo otto ambiti di competenze chiave (1.comunicazione nella madrelingua; 2.comunicazione nelle lingue straniere; 3.competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4.competenza digitale; 5.imparare ad imparare; 6.competenze sociali e civiche; 7.spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8.consapevolezza ed espressione culturale).
Nel D. M. 139/2007 è anche esplicito, il richiamo ad un altro documento europeo: il Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF) . L’EQF è un sistema di riferimento per le qualifiche rilasciate nei diversi Paesi dell’Unione e descrive le qualifiche facendo riferimento ai risultati dell’apprendimento, agendo come dispositivo di raccordo tra i sistemi delle qualifiche degli stati membri e consentendo di rendere trasparenti e confrontabili i titoli in possesso dei soggetti in modo da promuovere la mobilità delle risorse umane a livello europeo.

In merito alla certificazione di queste competenze sia di quelle culturali che  di quelle di cittadinanza solo nel 2010 con il D.M. n 9 del 27 gennaio il MIUR ha pubblicato il modello di certificazione, dando indicazioni piuttosto scarne circa il suo utilizzo. E’ stata assunta la linea di adottare tre livelli di certificazione (livello base, intermedio e avanzato) per i gruppi di competenze che afferiscono agli assi matematico; scientifico .tecnologico e storico-sociale. Viceversa per l’asse dei linguaggi sono state separate le certificazioni relative rispettivamente alla lingua italiana, alle lingue straniere e agli altri linguaggi (ciascuna con i soliti tre livelli di certificazione). Non c’ è riferimento esplicito nella certificazione alle competenze di cittadinanza. L’assunto è che le competenze culturali sono state acquisite in ragione e in forza di quelle di cittadinanza le quali, quindi, non è necessario certificare.

Nel 2010 il secondo ciclo del nostro sistema di istruzione (Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali) è stato totalmente riordinato con una serie di regolamenti .
In particolare, per gli Istituti Tecnici il Regolamento è contenuto nel DPR 88/10 . Nell 'allegato A di questo regolamento è contenuto il Profilo educativo, culturale e professionale(PECUP) dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo  di istruzione e formazione; per gli Istituti Tecnici Il PECUP  individua anche i risultati di apprendimento che devono essere raggiunti a conclusione dei percorsi , distinguendo tra risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi e specifici, rispettivamente per il settore economico e per il settore tecnologico. Vengono infine fornite indicazioni su strumenti organizzativi e metodologici. Nell' allegato B di questo regolamento, che fa naturalmente riferimento al Pecup (di cui all'allegato A),  quei risultati di apprendimento indicati nel PECUP vengono specificati in termini di competenze, specificando quali competenze siano comuni a tutti gli indirizzi del settore economico (a conclusione del percorso quinquennale, in ragione dell'esistenza di attività e insegnamenti generali comuni a tutti gli indirizzi del settore economico)  e quali competenze siano specifiche del diplomato nel settore del turismo (allegato B2). Ovviamente entrambe ci interessano.

Di fondamentale importanza, sempre per gli Istituti Tecnici, sono le Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento ( D.P.R. 15 marzo 2010) che contengono riferimenti ed orientamenti a sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche ai fini della definizione del piano dell'offerta formativa e dell'organizzazione del curricolo, ivi compresa, l'articolazione in competenze, abilità e conoscenze dei risultati di apprendimento del primo biennio  (allegato A e, in particolare A1 per il settore economico) .  La declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità viene fatta con riferimento alle attività e agli insegnamenti di area generale ( per il settore econonomico, in cui è incluso l'indirizzo turistico, per Lingua e letteratura italiana, Lingua Inglese, Storia, Matematica, Diritto ed Economia, e Scienze integrate (scienze della terra e biologia) nonchè con riferimento alle attività e insegnamenti di indirizzo ( per il settore economico, in cui è incluso l'indirizzo turistico, per  Scienze integrate (fisica), Scienze integrate (chimica) , Geografia, Informatica, Seconda lingua comunitaria, Economia aziendale)

Il medesimo decreto comprende anche un breve glossario della riforma.

Il quadro è stato, infine completato , per gli Istituti Tecnici, con l'emanazione delle linee guida per il secondo biennio e il quinto anno (D.P.R. 15 marzo 2010, art 8 comma 3) che costituiscono il completamento delle indicazioni relative al primo biennio . Le linee guida sono strutturate in :
una introduzione, in cui sono richiamati da un lato, alcuni elementi generali relativi ai nuovi curricoli degli Istituti Tecnici, dall'altro alcune indicazioni didattiche e organizzative specifiche. Tali riferimenti sono da considerarsi, sul piano metodologico e didattico, integrativi rispetto alle Linee Guida del primo biennio;
due allegati che confermano, con alcuni adattamenti, il modello adottato per il primo biennio e riportano i risultati di apprendimento relativi ai settori economico e tecnologico declinati per ciascuna disciplina in conoscenze, abilità e competenze. Il primo allegato riguarda l'area di istruzione generale  e, in particolare Lingua e letteratura italiana, Lingua Inglese (attenzione perchè esiste una scheda specifica per  l'indirizzo turismo) Storia, Matematica (attenzione perchè esiste una scheda per il settore economico e un'altra per il settore tecnologico,  il secondo allegato  l'area di indirizzo (al link indicato sotto la voce "secondo allegato" ho inserito e  troverete proprio e soltanto le discipline specifiche dell'indirizzo turistico).

Per i Licei il regolamento è contenuto nel DPR 89/10. Nell'Allegato A di questo regolamento è contenuto Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei. Il regolamento 211/10 contiene invece le Indicazioni nazionali che contengono la declinazioni degli obiettivi di apprendimento per i diversi indirizzi liceali. Quelle del liceo scientifico sono contenute nell'allegato F che inizia  a pagina 286 delle Indicazioni.

Per approfondire i contenuti della riforma inserisco i link  che vi consentiranno di scaricare alcuni documenti di un corso di aggiornamento

prof. Mauro Bonanni

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